| |
Sabato, 27 Maggio 2000
LA REPUBBLICA - Torino - Nicola
Campogrande |
| "All'Araldo uno spettacolo meraviglioso. La Tragedia
di Didone un incanto d'ombre"“ Nel Didone e Enea di Controluce è tutto
un giocare con il piccolo e il gigantesco, con l’occupare l’intero
spazio e il proiettare francobolli di colore, con il cavar fuori dalla
musica i ricordi di un guerriero e l’asciugare sapientemente
le possibili derive del barocco grazie a un attento gioco di apparizioni
e sparizioni e l’incantamento assoluto di cui si è preda è fatto
di concreto e astratto che si mescolano e si rincorrono” |
| |
domenica 21 Ottobre 2001
LA STAMPA - Cultura e Spettacoli
- Maria Giulia Minetti |
| "Straordinaria produzione davvero, quella allestita dal gruppo
torinese Controluce, che in epoca de mega allestimenti e vertiginosi
mezzi elettronici adopera per i suoi spettacoli una tecnologia minima
di piccole sagome di cartone intagliato e lampade allogene a efetto
candela ... e il risultato è stupefacente" |
| |
domenica 21 Ottobre 2001
L’UNITA’ - Toni
De Marchi |
| "Didone e Enea: Un Ponte d'Ombre tra Torino e Tunisi. La sensazione
era di trovarsi di fronte non ad una creatività puramente bidimensionale,
ma di essere immersi in uno spettacolo virtuale dove macchine, effetti
forse molto di elettronica congiurano a tenerti inchiodato alla poltrona
e gli occhi incollati sulla scena. Invece di macchine, qui, non ce
n’erano.” |
| |
Martedì 23 Ottobre 2001
LA REPUBBLICA - Torino
Cultura - Nicola Gallino |
| “Le Ombre di Cartagine. A Tunisi "Didone e Enea di Controluce.
Una nuova versione con musica dal vivo al festival dei teatri del Mediterraneo.
La creatura di Alberto Jona e Corallina De Maria è stata il
solo spettacolo italiano presentato alle Journées Théâtrales.
In scena con i cantanti del coro del Regio e il Quartetto d'archi di
Torino” |
| |
| PRIMAFILA n. 79 - Tutto Spettacolo - Mirella Capeggia |
| Festival/ Journées Théâtrales Cartagine il corpo
appeso. Dall’Italia Didone e Enea. “Spettacolo di qualità finissima
e dagli effetti incantevoli questa interpretazione dell’opera
di Purcell, si snoda fluidamente con una successione di invenzioni
sceniche ottenute con cartoni, legni, lampade maneggiati con abilità.” |