| La pittura, la letteratura, la musica hanno raccontato innumerevoli volte la storia di Didone e Enea : una storia di amore e di abbandono. Il compositore inglese Henry Purcell alla fine del Seicento ne ha dato una versione di grande impatto visivo: è il mito raccontato da Virgilio che si stempera e si confonde nella fiaba, dove streghe, apparizioni magiche e l'atmosfera quasi onirica concorrono a creare una squisita opera da camera nel tripudio della poetica tutta barocca della meraviglia.
Musica, canto ed evanescenze : su queste sollecitazioni Controluce racconta la storia di Didone e Enea con ombre di silhouette e ombre umane. Dall'immagine iniziale della barca di Enea che attraversa la scena, alle vele schermi - luogo ideale e simbolico dello svolgersi della storia - la vicenda di Didone e Enea si trasforma in un grande mosaico della memoria del principe troiano che si allontana per sempre da Cartagine per andare incontro al suo destino di eroe.
Il melodramma è un modo di raccontare delle storie, delle storie che ci appartengono e ci accompagnano, delle storie grandi che sono alla radice della nostra cultura. L'idea di raccontare un'opera con le ombre è anche un modo di renderla più facile e immediata. Poi l'ombra è impalpabile, svanisce, è effimera come la musica. Ecco quindi che l'accostamento con il teatro d'opera può diventare un modo anche di avvicinare al melodramma chi, per infiniti motivi, non l'ha ancora incontrato.
“Didone e Enea” nella messinscena di Controluce ha debuttato con la musica dal vivo nel 1999 al Festival INCANTI a Torino ed è stato rappresentato in Italia e all’estero tra cui alle Journées Theatrales de Carthage (Tunisia), all’International Puppet Festival di Istambul (Turchia) e al Festival Internazionale di Teatro d’Ombre di Schwäbisch Gmünd (Germania) dove ha vinto il premio del pubblico.
Lo spettacolo è stato ripreso in una nuova versione nel 2007 e ha debuttato a Lugo Opera Festival e al Teatro Comunale di Bologna, e sarà a Madrid, sotto la direzione di Kenneth Weiss, nel novembre 2008.
La versione con il Quartetto Terpsycordes e la direzione di Leonardo Garcia Alarcon ha debuttato al Festival delle Ombre di Staggia Senese nel giugno 2008.
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