Inverno

1) No mo yama mo / Yuki ni torarete / Nani mo nashi
I campi e i monti / Sottratti dalla neve / È il nulla
Naito Joso (1662-1704)

2) Kioku o motazaru mono / shinsetsu to / tobu risu to
Cose che non lasciano ricordo / La neve fresca / E lo scoiattolo che salta
Kusatao nakamura (1901- )

3) Me o tojite / Mukashi no koi ni/ Atatamaru
Chiudendo gli occhi / in un antico amore / mi riscaldo
Hino Sojo (1901-1956)

Primavera

4) Haru nare ya / Na mo naki yama mo / Usugasumi
Arriva, primavera / Anche alla montagna che nemmeno ha nome / Foschia chiara
Matsuo Basho (1644-1694)

5) Yo no naka ya / Cho no kurashi mo / Isogashiki
Oh, questo mondo / Anche la vita della farfalla / E' impegnata
Kobayashi Issa (1763-1828)

Stagione delle piogge estive

6) Kasa mo naki / Ware o shigururu ka / Nanto nanto
Mi sorprenderà la pioggia / Ora che non ho neppure il capello di bambù / Ma che importa...
Matsuo Basho (1644-1694)

Estate

7) Goroppon/ yorite shidaruru/ yanagi kana
In cinque o sei/ Piangendo / Ondeggiano i salici
Mukai Kyorai (1651-1704)

8) Semi no asa / Aizo wa kotogotoku / Ware ni kaeru
Mattino di cicale / amori e odi, tutti / Tornano a me
Ishida Hakyo (1913-1969)

9) Natsu mahiru / Shi wa hangan ni / Hito o miru
Mezzodì di pieno estate / la morte con gli occhi socchiusi / guarda la gente
Iida Dakotsu (1885-1962)

Autunno

10) Shibu karo ka / Shiranedo kaki no / Hatsu chigiri
Allapperà o no / Questo cachi / Raccolto per primo
Chiyojo (1703-1775)

11) Aki kaze ya / Ganchu no mono / Minna haiku
Vento d'autunno / Nei miei occhi / Tutto è haiku
Kyoshi Takahama (1874-1950)


ideazione e messinscena
Jenaro Meléndrez Chas

coreografie
Dakei

musica
Nicola Campogrande

video
Giuseppe Zambon

fotografia
Mauro Guglielminotti

collaborazione
Cora De Maria, Alberto Jona

painoforte
Eiko Yamaguchi

con il patrocinio
dell'Istituto Giapponese
di Cultura di Roma

produzione
Controluce Teatro d'Ombre/
Juvarra Multiteatro

promozione
Yasuko Sagara
(Desho! productions, Tokyo)

HAIKU è il nome di una forma poetica giapponese dalle particolarissime caratteristiche formali e tematiche che suggeriscono un percorso verso l'astrazione estrema, la leggerezza massima e la visione più profonda e allo stesso tempo più semplice del rapporto tra uomo e natura.

BUTOH è un genere di danza apparso in Giappone negli anni 50. Non si tratta di una tecnica ma piuttosto di un metodo in cui, attraverso il corpo, si ritorna all'origine e all'essenza del movimento. L'artista butoh cerca di avvicinarsi più intimamente possibile alle cose per trovarne una personale interpretazione astratta. E' un lavoro di ricerca interiore e il movimento viene associato a visualizzazioni mentali. Dakei, danzatore butoh e coreografo, fondatore del gruppo Shizuku, ha la particolarità di essere sordomuto e di avere sviluppato un'impressionante ascolto del proprio corpo.

Lo spettacolo "HAIKU" è un lavoro di ricerca sull'interazione tra danza butoh, teatro d'ombra e video, tutti e tre linguaggi visivi suscettibili di grandi possibilità di astrazione e metaforiche, affrontato come esperienza artistica di interscambio tra culture lontane. Un progetto di collaborazione fra la compagnia italiana CONTROLUCE Teatro d'Ombre e la compagnia giapponese di danza butoh SHIZUKU con il preciso obiettivo di portare sul palcoscenico, attraverso luci, ombre e movimento, le suggestioni della poesia haiku.

Il compositore torinese Nicola Campogrande ha scritto appositamente la musica per lo spettacolo ispirandosi a una scelta di haiku fra i più significativi nella storia di questo genere letterario (vedere annesso l'elenco dei haiku scelti). Il risultato è un'insolita traslazione di emozioni poetiche orientali in chiave musicale contemporanea e occidentale che, interpretata dal vivo della pianista Eiko Yamaguchi, complementa e conferma la ricerca visiva.