1
(BUIO)
Sopra e sotto, vicino e lontano, figura e sfondo. Gallegio e affondo. Voi sapete che senza l'uno non ce l'altro e che il quadrato non è rotondo. Che ne sarebbe del'intero mondo se le figure fossero uguali al loro sfondo? Essere identico a ciò che stà intorno vuol dire essere senza contorno. Una figura senza contorno... l'immaginate? Si mescola l'interno con l'esterno, l'estate con l'inferno, l'inverno e il paradiso. Così ho deciso che le cose abbiano un confine preciso. Così ho appreso che nemmeno il buio può esistere senza l'ombra di una luce.
(LUCE)
E io separo, taglio, divido. Io faccio ordine e così facendo faccio anche il disordine. Divido i ricordi dai presagi, porto la terra lontano dal mare e lungo le coste edifico porti sicuri per i naviganti. Proprio per questo ci sono i naufragi.

2
Voi volti che ieri vedevo intorno vivere, cose toccate, immagini un tempo vivide e presenti, profumi avvolgenti: forse riposate in fondo al tempo, lontani da me lunghi infiniti istanti. Il dolore mi volta verso di voi calando reti nel profondo. Il mio desiderio di aprire un varco per un possibile ritorno mi inabissa.

3
Separare. Dividere. Allontanare. Distinguere... Opporsi a questa forza che potentemente attrae le cose lontane, questa forza che tutto contrae, questo magnetico spingersi delle cose verso un punto e verso questo punto confluiscono le cose e contro questo punto separare dividere allontanare distinguere mentre lentamente invece convergono le cose e da oposte sponde si richiamano si cercano si attirano. E cadono le cose cedono e resistere non si sa resistere e se tu mi affascini distinguere non posso più distinguere non posso separare non posso più dividere non posso allontanarmi non voglio allontanarti e precipitando cado.

Dario Voltolini

 
 
 
 

coproduzione
Museo Nazionale del Cinema

Ideazione e realizzazione
Cora De Maria
Alberto Jona
Jenaro Meléndrez Chas

Sagome originali e
ricostruzione sagome
Museo del Cinema

Cora De Maria

Musiche originali ed effetti sonori
Domenico De Maria

Fondali luminosi
Jenaro Meléndrez Chas

Testi
Dario Voltolini

Voce recitante
Riccardo Lombardo

Con
Cora De Maria
Alberto Jona
Jenaro Meléndrez Chas

 

Naufragi" è stato creato da Controluce creato per la commemorazione del centenario della nascita del cinema (Mole Antonelliana 10-11-12 Marzo 1995) usando come modello alcune sagome delle collezioni di teatri d'ombre del Museo Nazionale del Cinema di Torino.
" Naufragi" è un gioco di immagini che accompagna l'accadere di un'emozione musicale: un viaggio di impalpabili presenze-ombre che dischiudono i mondi fantastici del mito e del ricordo.

Una sfida per l'attenzione che, intorpidita dalla velocità delle immagini televisive e cinematografiche, ha perso la sua acutezza e fa forse fatica a cogliere nella immobilità di una sagoma di cartone il movimento che gli è sotteso e persiste carico della sua potenza. Un teatro senza parole che proviene dal regno delle ombre e che parla un linguaggio dilatato, lento, quasi inconscio. Un teatro non destinato a sviscerare argomenti, ma che in punta di piedi suggerisce un'emozione, indica una traccia. Lo spettacolo è diviso in tre parti: tre "naufragi". artefice del primo è la balena, la grande Bestia che proviene, carica di antichi terrori, dalle profondità. Impatto pericoloso fra il sogno e la follia che solleva visioni e inabissa. Mostro inconscio che si è incapaci a dominare e che uscirà vittorioso. Il secondo naufragio è nella nostalgia: "immagini un tempo vivide e presenti, profumi avvolgenti: forse riposate in fondo al tempo, lontani da me lunghi infiniti istanti. Il dolore mi volta verso di voi calando reti nel profondo" (Dario Voltolini). Il terzo naufragio si rifà alla leggenda di Loreley, la ninfa del Reno, che con il suono della sua voce incanta e rapisce i fanciulli prescelti perdendoli per sempre con sé nel fiume. Loreley, le sirene, le ondine, donne associate all'acqua, acqua associata all'abbandono amoroso. Acqua che sommerge e allontana da tutto..., nostalgia profonda e oscuro pericolo dell'amore: il naufragio di sé come possibilità del più totale cambiamento.
Corallina De Maria