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La Repubblica - 18 maggio 2001
Che bello il suono delle ombre
Nicola Campogrande |
“ Accostare immagini a un’esecuzione musicale è sempre
un gesto dirompente… Soprattutto quando la musica, in sé,
non contiene immagini e magari non ne suggerisce in modo esplicito.
Per questo l’impresa in cui si sono imbarcati l’Orchestra
d’Archi Italiana guidata da Mario Brunello e Controluce, la nota
compagnia di teatro d’ombre, era ardua. Ma è stata una
sfida che hanno vinto…
E allora anche una non-storia come questo concerto che allude al piccolo uomo
russo schiacciato dal regime ma che non ha in sé una forma narrativa,
può esplodere in sequenze di immagini astratte che alludono senza dire,
suggeriscono senza sovrapporsi e così si armonizzano a meraviglia con
l’energia di un’esecuzione da ricordare.” |
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La Stampa - 19 maggio 2001
Azzolini & Cimarosa il fagotto che borbotta
Paolo Gallarati |
| “ Nel concerto della compositrice russa c’era
una sovrapposizione visiva: Il teatro d’ombre di Corallina De
Maria, Alberto Jona e Jenaro Meléndrez Chas ha accompagnato
l’esecuzione con immagini diverse in movimento proiettate dietro
uno schermo; figure umane e astratte, sovente di notevole suggestione… un
corrispettivo visivo di quello che sembra essere il programma narrativo
del pezzo, vale a dire la storia del “piccolo uomo” caro
a tanta letteratura russa e qui rappresentato dal fagotto che cerca
di soccombere nella lotta contro la società incarnata dagli
archi.” |
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Il Giornale di Vicenza - 22
maggio 2001
Da Cimarosa alla musica di oggi
Eva Purelli |
| “Il classico scenario del Teatro Olimpico si è rivestito
di suoni lanciati e sussurrati, di un fagotto giocato e urlato da un
prodigioso Sergio Azzolini e di una scenografia ricca di effetti speciali.
Mentre infatti risuonavano le note gravi dei violoncelli e dei contrabbassi,
dipanate nei cinque movimenti d’impianto del concerto, si sono
mosse con eleganza le figure dei ballerini in controluce nel gioco
del teatro d’ombre. Così la pittura astratta e le tecniche
del teatro d’ombre… hanno creato un esperimento teatrale
originalissimo e coinvolgente”. |